ClasseMotori

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Con la Astra Sport Tourer quarta serie, la Opel è tornata ad esplorare il segmento delle station wagon che rappresenta in questi ultimi anni una parte importante del mercato automobilistico. La vettura della casa tedesca va alla ricerca di una clientela particolare: una famiglia che oltre alla solidità e flessibilità, chiede alla propria auto un grande spazio. La versione esaminata, l’Astra Sport Tourer 1.7 CDTI EcoFlex si inserisce con convinzione proprio in questo range, proponendo all’acquirente un invitante mix tra una grande attenzione ai consumi ed una capacità di carico, all’interno dell’abitacolo e nel bagagliaio che risponde a tutte le esigenze. Certo il design non è innovativo, ma la carrozzeria presenta linee grintose e dinamiche, con fiancate robuste, ed un striscia cromata nel paraurti, che procura alla vista una sensazione di maggiore larghezza. La comodità a bordo è eccellente, non solo come selleria, ma anche per lo spazio sfruttato al meglio dagli stilisti della Opel. La flessibilità della Opel Astra Sport Tourer si può toccare con mano se si passa al bagagliaio, che il guidatore può modulare in accordo alle proprie esigenze, aumentando così la capacità di carico a disposizione fino a 1550 litri. Infatti grazie all’azionamento di semplici comandi i sedili posteriori potranno essere abbassati in un sol colpo. Il vano di carico inoltre si trova ad una distanza minima da terra ed è facilmente accessibile. Il kit di riparazione degli pneumatici è situato nel pozzetto inferiore. La chicca è data dal portabici integrato FlexFix. Il motore, un con una potenza di 130 cavalli ed una coppia di 200 Nm si rivela equilibrato in ogni situazione e pronto in partenza; in questa 1,7CDTI Ecoflex è abbinato ad un cambio manuale con 6 rapporti, con innesti molto precisi, grazie anche alla presenza di una frizione leggera, come anche lo sterzo. Ma come detto uno dei punti di forza è senza dubbio il consumo, che parte dai 18 chilometri al litro per la guida nel traffico urbano, per arrivare ai 23 in autostrada, livelli eccellenti per questa tipologia di vettura. La sicurezza è assicurata dal sistema Eye che grazie alla telecamera situata dietro lo specchietto retrovisore interno, permette di impostare il sistema anticollisione a piacimento del guidatore, decidendo la distanza minima dl veicolo che precede la nostra vettura, oltre la quale si viene avvertiti tramite un sistema sonoro. Altre interessanti soluzioni nel campo della sicurezza sono l’avviso di invasione involontaria della carreggiata e la presenza di gruppi ottici allo xeno.

All’interno si avverte subito una impressione di solidità, i materiali utilizzati sono di eccellente qualità, i pulsanti sulla plancia sono ben posizionati e facili da raggiungere da parte del guidatore; sul cruscotto, posizionato tra tachimetro e contagiri, il display LCD informa sul consumo; ottimo l’infotainment ed il cruise control non adattativo.

 

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Nel corso della prova l’Astra Sport Tourer 1.7 CDTI ecoFLEX ha mostrato una tenuta impeccabile in tutte le situazioni, anche sul bagnato, grazie anche al nuovo telaio, comune a tutta la gamma ed alle sospensioni posteriori che garantiscono una migliore stabilità in curva rispetto alla precedente versione, eliminando del tutto il sovrasterzo. Ogni modello è disponibile in tre allestimenti ognuno caratterizzato da propri colori, ma tutti hanno come dotazione di serie il volante con comandi radio, il controllo elettronico della stabilità e della trazione, l’ABS a 4 canali, il ripartitore elettronico della frenata che garantisce la massima stabilità anche nelle frenate più decise, i sensori per pioggia e luci, ed il cruise control. La gamma Astra Sport Tourer si compone di 18 modelli di cui 6 alimentati a benzina, 2 a benzina o gpl, in versione aspirata e turbocompresso e 10 con motore diesel che montano i due motori turbocompressi 1,7CDTI e 2,0 CDTI. I cerchi ruota sono in acciaio da 16 pollici nell’allestimento Elective e da 17 pollici in lega nell’allestimento Cosmo. La versione in prova ha un prezzo di listino di 24850 Euro ed è tra le più costose della gamma, ma con allestimenti e motorizzazioni diverse si parte da 17400 Euro. In definitiva l’acquisto della Opel Astra Sport Tourer è consigliabile per la guida dinamica, l’eleganza sportiva, la grande capacità di carico del bagagliaio, l’estrema sicurezza ed il giusto equilibrio tra le prestazioni ed i consumi, senza dimenticare le basse emissioni in atmosfera. La quarta serie ha proprio tutto per far ripetere alla casa tedesca i successi ottenuti con le serie precedenti.

 

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La Citroen ha scelto una tenuta vinicola per presentare la sua nuova Wild Rubis, luogo non a caso dal momento che il nome, a metà strada tra l'inglese e il francese, fa riferimento sia alla sua aggressività che a una particolare tonalità di vino rosso. Questa è stata però la presentazione avvenuta in Europa, alquanto inutile dal momento che l'auto sarà per ora destinata soltanto al mercato cinese. La vera e propria presentazione a dei potenziali acquirenti è avvenuta al Salone di Shanghai. In Cina la Wild Rubis sarà messa sul mercato a partire dal 2014 ma, entro il 2016, sono attesi altri tre modelli.

L'auto si presenta con una lunghezza di 4.7 metri e un'altezza di 1.59 metri, ma soprattutto con un design studiato per circa 2 anni affinché fosse conforme ai gusti del mercato cinese. Dato uno studio tanto prolungato e approfondito è ovvio andare alla ricerca di dettagli particolari e caratteristici, come ad esempio il gruppo ottico anteriore, composto da fari a LED, la cui forma ricorda quella di un diapason, e di certo non passerà inosservata in strada. I fari si suddividono in tre gruppi di diodi che, ogni volta che vengono attivati, producono un piacevole suono, che dovrebbe ricordare quello del cristallo, che varia a seconda del tipo di faro attivato, che sia questo abbagliante, anabbagliante, diurno, di posizione o una semplice freccia per indicare la direzione di svolta dell'auto.

 

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Infine, partendo dalla parte anteriore, si nota un cofano molto curato, che non si fonde quasi per nulla con il parabrezza che segue, anzi lo sguardo viene quasi attirato da uno stacco volutamente evidenziato. Continuando a scorrere si arriva poi al retro, dove la particolarità non è altro che un mezzo salto indietro nella storia dell'automobilismo francese, per la precisione ad una passata versione della Renault Clio, con una coda alquanto bombata.

Si tratta di una ibrida plug in, che si basa sull'ormai noto Hybrid4, cioè la coppia formata da un motore elettrico dalle piccole dimensioni e uno più grande per le ruote posteriori, così da garantire una trazione integrale che non necessiti dell'albero di trasmissione, dunque a richiesta, che assistono il motore termico posto nella parte anteriore. Il 4 cilindri 1.6 THP presenta un'alimentazione con iniezione diretta e una potenza di 225 cavalli. Nella parte posteriore troviamo invece il comparto elettrico da 52 kW, in grado di fornire in totale autonomia una spinta per 50 chilometri, sfruttando al meglio la batteria agli ioni presente, che è possibile ricaricare anche da una normale presa domestica. Il tutto con delle emissioni di CO2 pari a 43 grammi per chilometro. Infine, per fornire una migliore esperienza di guida all'utente, la Citroen offre varie modalità di guida, così che sia il pilota a decidere se affidarsi a queste, e dunque alle proprie capacità, o all'elettronica, che terrà sempre presente le componenti stradali, come ad esempio l'aderenza prevista al terreno.

Anche se, come detto, quest'auto è destinata al mercato cinese, Citroen potrebbe, stando alle ultime voci di corridoio, ricorrere a un piccolo stratagemma per sondare il terreno anche in Europa, presentando questo modello anche nel vecchio continente, in vista di una futura commercializzazione, che sia della Wild Rubis o delle sorelle che nei prossimi anni verranno realizzate nello stabilimento cinese di Shenzen

 

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Nel capire qual è la migliore assicurazione online possibile, il più delle volte conviene un confronto pratico tra le varie società. Questo perché non esiste una società più economica delle altre, ma le convenienze cambiano in base ai fattori in campo quali l’età del conducente, la provenienza geografica, ecc. Ad esempio per un utente di Napoli potrebbe essere più conveniente Quixa, per uno di Milano Direct Line. Oppure per un neo patentato potrebbe convenire Conte, per uno più esperto Genertel, e così via. 

Ma passiamo all’esempio pratico prendendo due grandi società famose per le assicurazioni online, Genertel e Direct Line. Abbiamo creato un specifico profilo, corrispondente ad un impiegato trentenne, cultura media, senza incidenti pregressi, prima classe bonus malus, e lo abbiamo diversificato geograficamente secondo le tre città più importanti italiane: Napoli, Milano, Roma. L’automobile assicurata è invece una Grande Punto 1.4, una delle automobili più diffuse sul territorio italiano.

In Genertel il profilo partenopeo paga 1016 euro all’anno, quello milanese 347 euro annui e quello romano 472 euro annui. Su tutti e tre i contratti Genertel offre il Quality Driver, ovvero l’aggiunta nel cofano motore di un dispositivo satellitare che misura le prestazioni di guida, che di anno in anno premia i guidatori più prudenti, garantendo ogni volta una riduzione significativa sul premio assicurativo.

Prezzi molto più elevati per Direct Line: il guidatori di Napoli deve pagare un premio mensile di ben 3000 euro, quello di Milano 868 euro, e quello di Roma 1247 euro. Per onore di cronaca, però, dobbiamo anche riconoscere che Direct Line, tra le assicurazioni on line, è quella che fornisce il maggior numero di servizi aggiuntivi.

Oltre al già noto furto incendio, è possibile istituire l'assicurazione Kasko, che assicura l'automobile per qualsiasi tipo di danno, anche se avviene nei metodi meno convenzionali e più banali. Fornisce una protezione contro gli atti vandalici, l'ideale per chi non ha un box auto, e magari vive in zone non esattamente ben frequentate. 
Vi è addirittura la possibilità di assicurarsi contro gli eventi naturali: si pensi a città molto sfortunate come l'Aquila, Genova o uno dei centri emiliani colpiti dal sisma. In quei casi il rimborso dei danni è totale. Vi è anche la possibilità di assicurare il conducente per gli infortuni: in caso di sinistri, oltre alla vettura viene corrisposto un compenso in denaro anche al conducente, in proprozione all'infortunio ricevuto. Infine, la tutela giudiziaria, che può essere utile nei casi in cui gli incidenti stradali finiscano in tribunale, per discordanze tra gli automobilisti coinvolti.

Altra società famosa nel mondo delle assicurazioni online è Quixa. Sempre prendendo a modello l'impiegato trentenne, per il napoletano il premio assicurativo è di 1098 euro, per il milanese è di 403 euro, per l'impiegato di Roma è 498 euro. Anche Quixa prova a diversificarsi nel sottoporre dei servizi aggiuntivi. Oltre ai già noti servizi di furto incendio e assistenza stradale, la società offre l'assicurazione sulla perdita delle chiavi dell'auto, l'auto sostitutiva in caso di guasto (guasto non per forza conseguente ad un sinistro) e la vera e propria consegna a domicilio dell'auto una volta riparata.

Ultima società che analizzeremo è Conte. Le tariffe sono molto elevate, in linea con quelle di Direct Line, con la stessa discriminazione verso l'autista partenopeo, che secondo i parametri stabiliti pagherebbe per un'assicurazione annua 2876 euro. L'impiegato di Milano pagherebbe 654 euro circa, anche in questo caso molto sopra la media. Infine, nell'esempio ambientato a Roma il premio rca costerebbe 858 euro. Nel caso di Conte, inoltre, la discriminazione verso i clienti napoletani non si ferma alla sola tariffa super esagerata. Infatti, mentre per i clienti di Roma e Milano è previsto il pagamento sia il pagamento annuale che quello semestrale, per i partenopei l'obbligo è di versare la cifra in un unica soluzione annua.

Tralasciando l’elevato premio che ogni anno deve pagare un automobilista partenopeo, si evince che per gli altri casi, le assicurazioni online garantiscono il minor premio possibile sul mercato. Ogni remora quindi per le rca online decade.

 

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Jaguar Xf Sportbrake

Venerdì, Giugno 14, 2013 14:01

Quando Jaguar pensò di lanciare sul mercato la prima station wagon vi fu chi gridò allo scandalo, inorridito dal fatto che un marchio prestigioso come quello inglese dovesse "abbassarsi" al livello delle altre Case proponendo prodotti popolari. Ora, a distanza di alcuni anni, anche i più accaniti sostenitori del Giaguaro rampante hanno accettato il fatto e sono consapevoli che in ogni caso una Sw Jaguar non è comunque una normale auto familiare, ma molto di più.
Ecco dunque la prova su strada della XF Sportbrake 2.2 D che ha dimostrato di sapersi distinguere e che vuole ritagliarsi un posto tra le le altre vetture del segmento prodotte dalle agguerritissime marche tedesche, specialiste del settore.

Con quattro porte e un abitacolo che presenta una cura quasi maniacale anche nei piccoli particolari, si nota subito l'innalzamento del tetto che consente di ospitare sui sedili posteriori anche passeggeri di notevole statura che potranno stare comodi.
La postazione del guidatore è rimasta invece invariata con grande spazio a disposizione e la possibilità di infinite regolazioni del sedile, anche se l'impostazione è senza dubbio sportiva con la seduta bassa e il volante posto in verticale.
Questa Sportbrake turbodiesel eroga ben 2.000 cavalli a 3.500 giri, ci sono solo quattro cilindri, ma il motore si rivela molto morbido e soprattutto silenzioso, sia in fase di avvio che al minimo, surclassando le concorrenti made in German.
I cambi di marcia sono veloci e puntuali sia che si utilizzi il cambio automatico a otto marce o che si passi al manuale grazie ai due paddle dietro al volante. Nessun problema per il carico della vettura perché le sospensioni posteriori sono autolivellanti e il comfort è assicurato, inoltre l'abitacolo è insonorizzato pertanto anche il fase di accelerazione il rombo del motore si percepisce appena.
L'auto "spinge bene" e la guida diventa pure divertente, mentre in curva si nota un leggero sottosterzo, tuttavia la stabilità dell'auto è garantita grazie al retrotreno e in ogni caso vi è comunque anche il Dsc che opera un intervento morbido che riesce a rimettere a posto le cose.

Dopo la prova su strada non si può che promuovere questa turbodiesel Jaguar che fa della comodità il suo maggior pregio, ma anche il motore e il cambio automatico sono due punti di forza e in fatto di consumi l'auto si dimostra veramente molto parca.
Il costo del modello in versione base è di 50.550 euro chiavi in mano, ma possiamo salire fino a 57.710 euro se si desidera la versione Portfolio.

 

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Audi A4 Avant

Venerdì, Giugno 14, 2013 13:33

L'Audi A4 Avant, dopo l'ultimo restyling operato dai designer di Ingolstad, ha fatto riscontrare profondi cambiamenti non solo a livello estetico, ma anche per quel che riguarda le tecnologie utilizzate, la potenza del motore e le dotazioni di serie disponibili nel veicolo.
Le linee della A4 Avant sono state addolcite e smussate, il peso leggermente ridotto (ora la vettura ha una massa complessiva di 1535 chilogrammi), i propulsori resi più potenti. Inoltre, per migliorare la sicurezza nella guida e il comfort di conducente e passeggeri, la casa di Ingolstadt ha introdotto un gran numero di nuove tecnologie, alcune di serie, altre come optional.
Tra le varie motorizzazioni disponibili per l'Audi A4 Avant, quella che ha riscosso più successo - come confermato dai numeri di auto vendute - è senza dubbio il 2.0 TDI.
Rispetto alla versione precedente, gli ingegneri di Ingolstadt sono riusciti ad aggiungere sette cavalli al motore, con una potenza che è passata da 170 a 177. Il bollo da pagare annualmente per la versione 2.0 TDI non supera attualmente i 374,10 euro.
Il volano leggero bimassa di ultima generazione, sperimentato sulle vetture pluri-vincitrici a Le Mans, consente di ridurre notevolmente le vibrazioni percepite all'interno dell'abitacolo e al tempo stesso di garantire un'erogazione della potenza fluida e lineare.
Le vibrazioni rimangono pressoché assenti anche ai bassi regimi e a veicolo fermo.
Il propulsore turbo a quattro cilindri da due litri, alimentato a gasolio, è estremamente efficiente, e garantisce consumi decisamente contenuti: la casa dichiara un'autonomia di ben 1310 chilometri con un pieno (63 litri), con consumi che variano dai 17,5 chilometri con un litro (ciclo urbano) ai 22,7 (extra-urbano). Viaggiando a ciclo misto, Audi dichiara per la sua A4 Avant 20,8 chilometri con un litro di gasolio.
Nonostante i consumi ridotti, il 2.0 TDI Audi è in grado di dare prestazioni di tutto rispetto: accelerazione da 0 a 100 in 7,9 secondi, con una velocità massima di 222 chilometri orari.
La A4 Avant 2.0 TDI offre la possibilità al conducente di scegliere tra il tradizionale cambio manuale e quello semi-automatico multitronic.
Estremamente interessanti gli optional proposti da Audi per la A4 Avant: il Drive Select (235 euro) consente di regolare la centralina di gestione del motore, scegliendo le impostazioni della risposta del propulsore tra varie modalità, per guidare con uno stile più o meno aggressivo.
Il Cruise Control (1500 euro), disponibile finalmente anche sull'A4 Avant, consente di impostare la velocità predefinita che il veicolo deve mantenere, permettendo di staccare il piede dal pedale dell'acceleratore e di rilassarsi: tale optional si dimostra particolarmente utile sia in autostrade e supestrade, sia in tratti stradali dove la presenza di vari autovelox obbliga a prestare costante attenzione a non superare i limiti di velocità.
I punti a sfavore della A4 Avant sono pochi. 
Come spesso succede per le station wagon premium, l'abitabilità è relativamente limitata.
Nonostante l'omologazione sia per cinque persone, i viaggi lunghi risultano abbastanza scomodi se si è in più di quattro adulti a bordo.
Limitato anche lo spazio per i bagagli: nonostante sia una station wagon, l'Audi A4 Avant non possiede una grande capacità di carico. Complessivamente il bagagliaio ha una capacità di 490 decimetri cubici, che aumenta sino a 1430 nel caso si ribaltino i sedili posteriori del veicolo.
Da poche settimane, la casa dei Quattro Anelli ha comunicato ufficialmente di aver introdotto la trazione integrale sulle A4, sia sulla tradizionale versione berlina sia sulla versione Avant (station wagon).
I prezzi per la A4 Avant sono a partire da 37.850 euro.
La nuova A4 Avant Quattro a trazione integrale sarà disponibile sul mercato con prezzi a partire da 40.450 euro.

 

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La Toyota è una casa automobilistica giapponese che da anni si è imposta come punto di riferimento nel mercato dell'auto per gli elevati standard di qualità e sicurezza delle proprie vetture, oltre che per il prezzo altamente competitivo delle stesse.

Tra le city car proposte dalla casa giapponese c'è la piccola Aygo, che stupisce per la sua forma accattivante e per la notevole spaziosità dei suoi interni rapportati alle sue dimensioni contenute. Perfetta per la città, la Aygo offre un vasto assortimento di optional già nella sua versione base, evidenziando la cura da parte della Toyota anche dei minimi particolari, ad un prezzo che si aggira intorno agli 8.000 euro. Stabile, scattante e comoda da guidare, la Aygo ha un motore 1.0 a benzina che sprigiona 68 cv, più che sufficienti per il target alla quale essa è destinata.

Ma l'auto probabilmente più famosa della Toyota è la Yaris, giunta ora alla sua seconda generazione. La Yaris è una delle macchine più vendute in Europa e coniuga alla perfezione tutte le caratteristiche dell'utilitaria con quelle della berlina, grazie alle sue dimensioni tutto sommato contenuto e all'ottima distribuzione dei suoi spazi interni. Tra gli allestimenti motoristici proposti spicca il D-4D diesel da 90 cavalli, dai consumi ridotti e dall'ottimo spunto su qualsiasi percorso stradale. Di recente realizzazione è anche la versione ibrida dotata di una doppia alimentazione fornita da un motore a benzina al quale è abbinato un motore elettrico, garantendo così consumi molto ridotti e grande silenziosità della vettura. Il prezzo varia dai 13.000 euro della versione base fino ai circa 18.000 per la versione ibrida, completa di tutti gli optional.

La Toyota Corolla e la Toyota Auris sono tra le berline più vendute al mondo. Delle vetture, oltre che la consueta ricchezza in fatto di optional, stupisce la grande comodità e l'eccellente comportamento su strada. Le versioni motoristiche sono ampiamente soddisfacenti sia per quanto riguarda il benzina che il diesel mentre per la Auris è proposta anche la versione ibrida che sfrutta lo stesso funzionamento visto per la Yaris. Il prezzo parte dai 17.000 euro fino ad arrivare ai circa 23.000 per la versione ibrida.

Per quanto riguarda il segmento dei Suv la Toyota propone il pluripremiato Rav 4, dalla linea inconfondibile e dagli standard qualitativi elevati così come per tutte le altre vetture della gamma Toyota. Il Rav 4 è perfetto sia per la città che per i tracciati più accidentati, grazie alla sua trazione a quattro ruote motrici e al cambio dotato di marce ridotte che gli permettono l'adeguata spinta su qualsiasi pendenza e su ogni tipo di fondo stradale. Il prezzo parte dai 25.000 euro per la versione base per superare i 30.000 per quelle più accessoriate.

 

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Nissan è uno dei colossi automobilistici che partendo dall'Oriente ha saputo imporsi anche nel mercato europeo con modelli di forte appeal e con standard qualitativi in grado di competere con i costruttori a cui gli europei sono abituati. Le vetture Nissan sanno come comportarsi su strada e garantiscono elevati standard di sicurezza uniti a dotazioni particolarmente interessanti e design all'avanguardia.

La Micra è stata la prima vettura della casa nipponica a sfondare nel mercato europeo e da allora il suo successo è stato inarrestabile con numeri di vendita assolutamente straordinari.
Si tratta di una urban car di classe media, spaziosa e confortevole senza eccedere nelle misure.
Sedendosi sul sedile di guida ci si accorge immediatamente dell'ottimo lavoro svolto dagli ingegneri Nissan per creare lo spazio all'interno dell'abitacolo, dove siedono comodamente quattro persone; gli strumenti di bordo sono stati completamente riposizionati e nonostante abbiano assunto dimensioni ridotte, non è difficile farci l'abitudine e sono comunque ben sistemate sia nell'ottica dell'utilizzo confortevole sia in quella del design.

 

 

Alla guida la nuova Micra non si dimostra particolarmente brillante, non è scattante e non era questo l'obiettivo di Nissan per un'auto da città, ma tutto sommato si adatta bene anche a percorrere viaggi a medio raggio con andatura rilassata e costante, con una ripresa che comunque si può definire buona. 
In curva si dimostra abile e resistente, mantiene una buona tenuta di strada nonostante lo sterzo eccessivamente leggero che si presta meglio alle manovra cittadine piuttosto che ai percorsi extra urbani; in città questo volante è invece particolarmente apprezzato, perché consente di muovere la Micra agevolmente anche negli spazi stretti senza troppo stress sul conducente.
La frizione, nella versione con cambio manuale, è leggera e confortevole, ideale per la guida di città e anche la trasmissione è abbastanza scorrevole con marce ben distanziate tra loro.
Le dimensioni sono ridotte e si inquadrano perfettamente nella media: è lunga 3,78 metri, larga 1,66 metri e alta 1,52 metri con passo di 2,45 metri.
E' disponibile una sola motorizzazione benzina o gpl 1.2 di cilindrata, con la possibilità di scegliere la versione da 80 o da 98 cavalli; i consumi oscillano tra i 20 e i 23 km per ogni litro di benzina.
Il prezzo della Nissan Micra parte da 11.060 euro per la versione base fino ad arrivare a 16.550 per quella più accessoriata.

 

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Il Qashqai è stata la vettura della svolta, per la Nissan, in Europa. Un po' Suv. un po' Monovolume, ha saputo trovare il giusto compromesso nelle dimensioni, capace di dimostrarsi agile in città e cattiva sulle strade extraurbane e nei percorsi sconnessi.
Salendo a bordo del Qashqai ci si rende immediatamente conto delle dimensioni importanti del suo abitacolo, estremamente confortevole e spazioso per tutti gli occupanti, anche nella versione a sette posti che è stata successivamente affiancata a quella tradizionale a cinque. Le poltrone anteriori e i divani posteriori sono avvolgenti e offrono totale confort anche nei viaggi a lungo raggio.
Mettendosi al volante ci si accorge immediatamente dell'ampio raggio di visuale di cui gode il conducente durante la guida, grazie anche ai montanti particolarmente sottili, mentre la visione posteriore non può essere garantita al 100% dal lunotto di dimensioni eccessivamente ridotte, ma il tutto è compensato dagli ampi specchietti retrovisori e dal sistema opzionale di telecamere che poi inviano le immagini al monitor inserito in plancia.

 

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Gli strumenti di bordo sono tutti lievemente orientati verso il conducente, che può così accedervi comodamente anche durante la guida senza distrarsi.
Lo sterzo risponde velocemente alle sollecitazioni del conducente e il cambio manuale innesta le marce senza fatica e senza colpi grazie anche a un'ottima frizione; la tenuta di strada è molto buona anche in curva nonostante il baricentro alto. Viene venduta di serie con la trazione anteriore, ma è disponibile anche con la trazione integrale inseribile per un maggior controllo sui terreni viscidi, anche se questa non si dimostra propriamente una vettura adatta ai fuoristrada, dal momento che la carrozzeria non dispone delle adeguate protezioni e i pneumatici di serie non sono particolarmente adatti ad arrampicarsi sui terreni scoscesi.
Sul fronte delle dimensioni, il Qashqai è lungo 4,33 metri, largo 1,78 metri ed è alto 1,62 centimetri.
Per quanto riguarda le motorizzazioni, Nissan ha scelto di basare tutto sulle cilindrate 1.5, 1.6 e 2.0 e su tre diverse carburazioni: benzina, diesel e gpl. La potenza in cavali dei motori del Qashqai va dai 117 ai 150 cavalli e i consumi, viste le dimensioni del mezzo, possono dirsi contenuti (da 12,0 a 22,2 km con un litro di carburante).
Il prezzo base per acquistare una Nissan Qashqai è di 19.200 euro ma si può arrivare fino a 32.550 euro per la versione più completa.

 

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Alfa Romeo 159

Giovedì, Giugno 13, 2013 15:03
in Berlina

Se c’è un marchio che ha fatto la storia dell’automobile in Italia, quello è sicuramente l’Alfa Romeo. La storica azienda Italia è da più di cento anni che fa sognare gli appassionati delle quattro ruote con i suoi modelli, ed è ancora oggi sulla cresta dell’onda grazie ai suoi attuali modelli, da sempre sinonimo di prestazione sportiva ed eleganza allo stesso tempo.

 

L'Alfa Romeo 159 propone l’evoluzione del 4x4 permanente con tre differenziali. Questo specifico sistema permette il controllo del veicolo su qualsiasi condizione stradale. Tra gli accessori di serie, vi è proprio il controllo della stabilità. Il VDC, con l’aggiunta del MSR che evita il bloccaggio delle ruote. Tra le chicche anche il sistema definito Hill Holder, che da una mano nelle partenze in salita.

La vita all’interno dell’abitacolo è migliorata grazie all’inserimento di diversi sensori quali quelli per la pioggia, i crepuscolari, per il parcheggio anteriore e quello posteriore, ecc. Il Cruise control permette di mantenere la stessa velocità durante lunghi viaggi su autostrada libera, mentre il navigatore e il telefono vivavoce gsm collegato ci permettono di interagire con l’esterno.

Lo stile di guida è improntato all’eleganza e al relax, motore silenziosissimo, ma quando si tratta di dare potenza, anche la 159, come le altre sorelle Alfa Romeo (Mito e Giulietta), raggiunge velocità elevate in pochissimi secondi. Prezzo di listino, 27.230 euro per la 159 2.0 16v JTDm Progression.

 

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Alfa Romeo Giulietta

Giovedì, Giugno 13, 2013 15:03

Nell’ambito delle auto compatte, l’Alfa Romeo ha probabilmente dato il meglio di se, lanciando un modello al quale, non a caso, ha dato il nome di una delle sue vetture più riuscite: Giulietta. 

L'Alfa Romeo Giulietta colpisce per la sua linea sportiva, perfettamente racchiusa in linee stilistiche di qualità, come le maniglie delle portiere laterali nascoste all’estremità del finestrino o il maestoso frontale dominato dal classico trifoglio Alfa.

L’abitacolo è in giusto mix tra gli accessori hi-tech e gli elementi retrò, come la fascia della plancia in tinta con la carrozzeria e le manopole tonde del climatizzatore, passando dal disegno della radio e i bilancieri sottostanti. Un plauso meritano inoltre la predisposizione ad inserire il Tom Tom nella parte superiore della plancia, e il Blue & Me Live, con comandi vocali che fornisce informazioni in tempo reale su traffico e distributori presenti.

Le prestazioni vengono prima del comfort nella Giulietta, che pure permette una guida agevole grazie alle varie possibilità di combinazione tra posizione sedile e quella del volante. L’abitacolo perfettamente insonorizzato garantisce una guida silenziosa e senza fastidi. L’accelerazione è di quelle che lasciano senza fiato: si riesce a raggiungere i 200 km/h in soli 10 secondi. Il consumo medio è attestato sui 10 km al litro. Il prezzo di Listino della Giulietta Alfa Romeo parte dai 18.800 euro della Versione 1.4 Tb 105 Cv fino ai 30.200 euro della Quadrifoglio Verde 1.7.

 

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